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una lente d’ingrandimento sul mondo...
SPORT
5 maggio 2008
Motocross freestyle...

 
Moto che volano, piloti appesi a testa
in giù alla ricerca della figura più spettacolare,
rocambolesche figure a mezz'aria tra le grida e gli applausi
del  pubblico di appassionati e di turisti del primo lungo ponte primaverile.
Si chiamano Da boot e sono stati la
vera sorpresa del 10° Motoraduno nazionale
che si è tenuto a Praia a Mare (CS) dal 2 al 4 maggio.


 

località
5 maggio 2008
Strani fenomeni...

Ischia e Nisida sotto la coltre di nebbia.

Nel pomeriggio di domenica 27 aprile,
un'inaspettata nebbia ha invaso dal mare la città di Napoli.
Numerosi i disagi per gli automobilisti lungo la costa Flegrea.
 Questo fenomeno improvviso e inusuale ha provocato
sorpresa e curiosità tra quanti hanno avuto
la possibilità di osservarlo dalla collina di Posillipo.



Prima....e  dopo!!!


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21 febbraio 2008
Gli invisibili

Hanno il volto dei pensionati che vivono con 500 euro al mese, 
sono stranieri disoccupati o lavoratori stagionali,
giovani precari che accettano lavori di ogni genere
pur avendo un alto livello di educazionei. 

E' questo l'identikit dei nuovi poveri,
 gente normale risucchiata dalla miseria della crisi economica.

Poveri col cellulare, la tivù e l'auto, poveri che non sembrano poveri.
Una volta i «poveri» erano i disoccupati.
 Oggi ci sono anche i lavoratori, e le lavoratrici.
Gente che un impiego e un reddito ce l´ha, anche se a spesso precario,
ma che comunque non ce la fa ad arrivare alla fine del mese.

Ecco la nuova povertà, 
povertà che non ha niente a che fare con 
i territori africani o le sterminate megalopoli asiatiche,
quelli sono altri drammi,
mentre qui è il risultato della new economy,
il prodotto delle nostre società opulente!

Tocca, con preoccupante vicinanze le città europee,
le nostre periferie cittadine,
 i nostri stessi conoscenti.

Abita
, il nostro quartiere,
il nostro condominio,
una povertà difficile da riconoscere rispetto
a certi clichè del passato e per questo
ancor più pericolosa in quanto
INVISIBILE.

6 febbraio 2008
Affinità
 



...il viaggio allora è rischio, scoperta, stupore, estraneità.
Perchè chi viaggia, in questo senso profondo, è straniero...
...si abbandona il sentiero del giorno,
ci si congeda dalle immagini forti della ragione,
si va per "paesaggi" più mobili, frastagliati, tolleranti,
anche se meno rassicuranti.

 Non esiste la cronaca ordinata di un vagabondaggio.

da
"Vagabondaggi sulle tracce dell'educazione"




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SOCIETA'
31 gennaio 2008
equilibrio precario!?

Perfettamente a suo agio questo grazioso canillo
 fa un giro sulla moto del suo padrone!!!!
Ma non dovrebbe indossare il casco???
Incredibile....la loro naturalezza...


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SOCIETA'
31 gennaio 2008
segnali di fumo...

   ...capodanno...i primi (ennesimi) segnali di fumo...odore acre e nebbia innaturale!


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SOCIETA'
17 dicembre 2007
a norma di legge...



quando si parla di giustizia....
un corridoio degli uffici
del Giudice di pace di Napoli...
aperto al pubblico!
pile disordinate di faldoni aspettano di essere archiviati...
ma dove??


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CULTURA
12 dicembre 2007
Amsterdam e IDFA


La 20° edizione dell’ IDFA
(International Documentary Festival di Amsterdam)
è giunta alla fine.
 Dieci giorni di maratona cinematografica, 110mila spettatori e 1900
 professionisti del settore,
più di 57 film in concorso e ben 7 diversi premiazioni, per un
 incasso totale di 365mila euro,
sono le cifre che quantificano l’immensa umanità c
he ha transitato nel “IDFA village”
 tra il 22 novembre e il 2 dicembre.

Vincitore è il film Stranded di Gonzalo Arijon 
con il premio VPRO Joris Ivens Award come miglior documentario.
 To See If I'm Smiling (Israele) di Tamar Yarom, che ha vinto sia il Silver Wolf e il
 Volkskrant Audience Award.
Tra gli altri film premiati, Robert Nugent ha ricevuto il First Appearance Award per
 End of the Rainbow (France, Australia),
Per lo Special Jury Prize: Hold Me Tight, Let Me Go - Kim Longinotto ,
il Silver Cub Awardè andato a  The Tailor - Oscar Pérez,
End of the Rainbow  di Robert Nugent 
 vince il First Appearance Award,
 l'IDFA Student Award premia  Paradise Three Journeys in This World
 di Elina Hirvonen 
e infine il Movies that Matter Human Rights Award
 va a Jerusalem is Proud to Present  di Nitzan Gilady



La sintesi della filosofia che ha ispirato gli organizzatori del festival
 e che racchiude lo spirito che ha animato la celebrazione del
ventesimo anniversario dell’IDFA è racchiusa
nella parola “cambiamento”.

Spostate le sedi in una zona completamente diversa,
nei pressi di Rembrantplein, nelle sale del famoso cinema Tuschinski
e del Munt,
nell’edificio Arti et Amicitiae per Docs for Sale.
 Vero e proprio quartier generale dell’evento
 l’ Atrium dell’Università di Amsterdam,
che ospitava il desk dell’accoglienza
e un immenso ufficio stampa e un caffè,
nel quale rilassarsi e incontrare gente tra un film ed un dibattito.

IDFA è stato sia un festival di stupendi film
che di festa e attività off screen tenutisi in luoghi
come Cineac per la pausa giornaliera e
Studio 80 per quelli che amano fare molto tardi la notte.

Compagnietheatre al n 50 di Kloveniersburgwal invece,
è stata la casa del Forum, dei grandi eventi mediatici previsti
come il Now Media hours e il Guest meet guest happy hours.

Sono stati presenti molti celebri ospiti,
 introdotti dal simpatico
Peter Wintonick maestro cerimoniere carismatico e accattivante.
Tra gli altri ha partecipato alle attività il riconosciutissimo
filmmaker Tedesco Werner Herzog, per la prima volta al festival.
 Herzog con ostentata umiltà e grande passione ha partecipato
 a dibattiti, animato una master class event, parlando del futuro
 del documentario e lanciando un caustico
 attacco al cinema verità
difendendo i diritti dei documentaristi.
 
Encounters at the end of the world il suo ultimo lavoro. 

Ma al di là delle star del documentario,
 degli ospiti come Naomi Klein Tom Hayden,
 Jan Pronk,
 che hanno presenziato alla festa di celebrazione dei 20° anniversario
 del festival tenutasi sabato 24 novembre,
i veri protagonisti sono stati soprattutto i “creative documentaries”.
Questi film, cinematograficamente interessanti e innovativi
propongono all’attenzione del pubblico rilevanti temi sociali
stimolandolo alla riflessione e alla discussione.

I creative documentaries, nella visione dell’IDFA,
 non rappresentano una forma di giornalismo né si
accordano ai metodi di lavoro tradizionali,
 rappresentano al contrario una forma d’arte, un
rinnovamento stilistico e nuove possibilità cinematografiche.

Il potere di un film sta infatti
 nel comunicare con il suo pubblico ed è questa la cosa più importante.
 Un buon documentario colpisce gli spettatori,
li scrolla, li risveglia, li sorprende piacevolmente.

IDFA è veramente il posto perfetto per
i filmaker di tutto il mondo, che possono presentare i
 loro film ad un platea entusiasta in sale completamente gremite.
Unico per la sua programmazione internazionali,
 la varietà dei generi qui mostrata, ha esibito anche quest’anno
 un programma impegnato politicamente
ricco di prime mondiali che faranno
la storia del cinema documentario.

SOCIETA'
15 novembre 2007
"Non scrivere mai quello che non vuoi venisse detto di te"

 

Dare un informazione, descrivere un fatto,
senza osservare i principi di correttezza, completezza e tempestività,
 significa dare una testimonianza parziale,
superficiale e, in definitiva, del tutto inutile dell’accaduto.
Ci sono persone, giornalisti, reporter, corrispondenti
che hanno dedicato la loro vita con passione e coraggio
al lavoro di “testimone dei fatti”,
esponendosi a tal punto da mettere potenzialmente
 a rischio in più occasioni la loro vita e la loro professione.
Questi, con determinazione e inesauribile entusiasmo hanno
dipinto ritratti e offerto pagine pregne di quell’etica giornalistica
che dovrebbe essere propria di tutti gli operatori della comunicazione.

Oggi, al contrario, nella società dell’informazione
gli utenti sono diventati i protagonisti e
 le notizie sono vittime del veloce ricambio delle storie principali.
 Il superfluo è esaltato e si ritrova
come notizia di apertura dei TG ed occupa pagine e pagine di giornali,
l’importante al contrario è spesso nascosto o mezzo rivelato,
 è già tanto che lo si trova in minuscoli trafiletti.
Ciò che ne consegue è un informazione farraginosa
che propone troppo spesso soluzioni preconfezionate.

Sembra proprio che ci sia dimenticati che
l’informazione è un diritto e il suo ruolo nella costituzione
e nello sviluppo della democrazia converge nella libertà
di espressione e nel pluralismo dell’informazione.
 Questa responsabilità morale, oggetto di un dibattito incandescente,
ci suggerisce una riflessione più ampia che coinvolge
il giornalismo in generale e gli aspetti etici della professione.

Cosa accadrebbe in un paese democratico
se l’informazione non facesse il proprio dovere?

La risposta è semplice:
è il popolo stesso che viene imbrogliato
e poi ne paga le conseguenze.

Indicativo è il caso italiano;
 basta riflettere sul duopolio RAI- Mediaset
nonché dell’ urgente conflitto d’interessi.
In ogni modo, l’orribile storia del XXI secolo,
non potrà mai essere del tutto spiegata,
senza considerare anche le responsabilità dell’informazione.
La chiave di volta per un’etica della comunicazione propriamente detta
sta nel fornire informazioni chiare e veritiere.

In caso contrario gli “errori”
si ripeteranno tali e quali anche la prossima volta

DIARI
13 novembre 2007
ricomincio da qui...

 

Intenta ad osservare il mondo…
ho perso la cognizione del tempo….
Ma il viaggio, la gente, il traffico, i rumori della città,
le finestre dei palazzi che
 guardano come occhi l’andirivieni dell’umanità,
il grigio dei marciapiedi e il nero dello smog,
il rosso al semaforo
hanno avuto un effetto devastante…
rapita dai ritmi della modernità
ho trascurato il mio angolo di riflessione…
ma adesso….
Spero di non perdermi più…


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